mercoledì 1 giugno 2011

Nuova sconfitta per Berlusconi


Il referendum sul nucleare si farà
La Corte di Cassazione ha deciso oggi di confermare il referendum sul nucleare del 12-13 giugno, ma il quesito si applicherà alla nuova normativa contenuta nel decreto Omnibus, ha riferito un portavoce della Corte Suprema, e non al testo originale su cui erano state raccolte le firme lo scorso anno.

Ora dunque si apre il problema della ristampa delle schede referendarie, dopo che però quelle con il vecchio quesito sono state già distribuite ai seggi dove votano gli elettori all'estero.

Questa mattina, dopo aver ascoltato per circa un'ora le ragioni dei sostenitori del referendum e del governo che invece voleva annullare la consultazione, i giudici dell'Ufficio centrale elettorale si sono riuniti per decidere il destino del referendum, alla luce del decreto Omnibus approvato definitivamente dalla Camera il 25 maggio scorso.


La Cassazione ha deciso dunque di confermare il referendum - che si terrà insieme ai due sull'acqua pubblica e a quello sul legittimo impedimento - trasferendolo però sulla nuova legge, in particolare sul comma 1 e 8 dell'articolo 5.

Si tratta dei commi che in sostanza danno mandato al governo, pur annullando la costruzione delle nuove centrali, di attuare successivamente il programma di energia nucleare in base alle risultanze di una verifica condotta sia dall'agenzia italiana che dall'Unione europea sulla sicurezza degli impianti.

La decisione della Cassazione è stata accolta positivamente dai sostenitori del referendum, che era stato promosso nel 2010 dall'Italia dei Valori.

"Si afferma la serena forza della Costituzione contro il tentativo maldestro di raggirare i cittadini", ha commentato coi giornalisti l'avvocato Gianluigi Pellegrino, che davanti alla Corte Suprema rappresenta le posizioni del Pd.

"Questa volta le furberie alle spalle degli italiani non passano. La Cassazione censura l'arroganza del governo e riconsegna nelle mani dei cittadini il diritto a decidere sul nucleare e del proprio futuro", ha detto in un comunicato il Comitato Vota Sì, composto da un'ottantina di associazioni contrarie al nucleare.

Questa mattina, intanto, temendo che la Cassazione revocasse il referendum dando così ragione al governo, l'Italia dei Valori aveva sollevato il conflitto di attribuzione di fronte alla Corte Costituzionale. Ma alla luce della sentenza che mantiene il referendum, è immaginabile che i dipietristi ora ritirino rapidamente il ricorso.

Ma superato lo scoglio del vaglio della Corte Suprema, ora per la consultazione referendaria si apre un problema tecnico, perché, come ha spiegato lo stesso portavoce della Cassazione, il vice segretario generale Raffaele Botta, bisogna modificare le schede elettorali.



Nel frattempo, agli elettori italiani all'estero però sono state già inviate le schede da votare, come prevede la legge, che indica il limite di 18 giorni dalla consultazione.

Intanto, sempre oggi, l'Autorità per la garanzia nelle comunicazioni ha bacchettato la Rai, perché gli spazi informativi sui referendum del 12-13 giugno sono stati collocati in orari che contano pochi spettatori.

"L'Autorità ha, pertanto, rivolto un richiamo alla concessionaria pubblica affinché realizzi una collocazione dei messaggi idonea a garantire l'obiettivo del maggior ascolto, come previsto dalle disposizioni vigenti", dice un comunicato diffuso oggi dall'Agcom.



1 giugno