giovedì 19 aprile 2012

IO NON CI STO

pubblicata da Peppe Mariani
martedì 17 aprile 2012

Una grande schizofrenia stuzzica la nostra sopportazione, enorme e un po’ capricciosa.
Oggi la carta stampata a caratteri cubitali ci informa dell’appello accorato dei maximi leader politici.
Drammatico è l’aggettivo usato per declinare il rischio che la democrazia sta correndo se i partiti perdessero i finanziamenti pubblici- lapsus- rimborsi elettorali perché il popolo sovrano con un referendum aveva già detto NO al finanziamento pubblico.

A difesa di questa sciagurata eventualità sottolineata con impetuosità, c’è il rischio dall’antipolitica del populismo, e il rischio della dominanza e della vischiosità del controllo lobbistico.
Che pervicacia, che sfacciataggine, che visione fuori da ogni barlume di pudore dimostrano i NOSTRI eroi salva “qualcosa”. Vorrei porre l’accento solo su alcuni punti che per un romantico della politica intesa come il “volare alto” di ogni sentimento di dignità, di civismo, di indipendenza di libertà e di affrancamento da ogni forma di servilismo e schiavitù vuole porre all’attenzione della nostra agenda mentale.

Come si fa a sparlare di politica buona e antipolitica quando questa classe dirigente vive perennemente nelle beghe , nel clientelismo più odioso, nel malaffare, nell’incapacità di governo di un pur minimo processo di proposta per la gestione dell’esistente tanto da farsi commissariare da pseudo tecnici ; una classe dirigente però feroce nel difendere il proprio orticello, personale o di partito poco cambia, ma imbelli e infingardi nell’assunzione di qualsivoglia responsabilità. Un sistema così maligno che si ciba di corruzione non deve essere un destino ineluttabile. Non possiamo accettarlo!
Perché significherebbe barattare la cultura del giusto, del rispetto, della solidarieta' , dei diritti e dei doveri con la cultura del privilegio e dell'arbitrio.
Sento forte il richiamo della centralità della persona e lo sguardo cade come una saetta di fuoco su alcuni dati: la disoccupazione cresce ad un ritmo vertiginoso. Nell'ultimo trimestre dell'anno il tasso è schizzato al 9,6% rispetto all'8,7% registrato lo stesso periodo del 2010.
Il dato diventa ancora più maligno se ci riferiamo alle fasce giovanili dei lavoratori: il tasso di disoccupazione delle persone con età compresa tra 15 e 34 anni è infatti aumentato di 1,5 punti percentuali, al 17,8%. Come facciamo a non correlare questi dati e la mancanza di qualche prospettiva con il dilagare dei suicidi che ormai ogni giorno miete vittime?
Ma se diciamo mattanza sociale è perché dobbiamo sommare a questi anche i cosiddetti 'esodati', coloro cioé che per ragioni anagrafiche nutrono meno speranze di altri di trovare un'altra occupazione.
Ma, ancora non basta, perché la crisi è arrivata come una scossa tellurica violenta anche nella sfera del lavoro autonomo, inducendo al suicidio anche molti artigiani, commercianti o comunque imprenditori autonomi.
Però dobbiamo rassicurare i nostri eroi: la gente non si allontana dalla politica, la gente si allontana dai politici.
Non ho mai visto tanto attivismo politico come in questi ultimi tempi.
Se la politica non è capace di far da sé, spetta alla comunità - cioè noi, i cittadini - provvedere.
E quindi quando sento affermare da ABC che il finanziamento ai partiti potrebbe diventare un errore drammatico non mi resta che urlare ma li mortac.. vostr..